Tutti gli incentivi per le imprese e i professionisti dell’edilizia

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Industria 4.0 e Legge di stabilità 2018, scopriamo insieme tutte le novità

 

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso nota, qualche mese fa, una guida alle misure per investimenti innovativi, infrastrutture e competenze digitali. Nell’ambito del Piano nazionale Industria 4.0 2017-2020 vengono introdotte numerose agevolazioni volte a incrementare gli investimenti e a garantire le perfette condizioni per un settore che mira a futuri passi in avanti. In particolare viene posta l’attenzione su 4 direttrici strategiche:

  • Investimenti innovativi: il Piano prevede l’incremento degli investimenti privati nelle tecnologie necessarie all’adozione dell’Industria 4.0 e spinge sulla ricerca, lo sviluppo e l’innovazione.
  • Infrastrutture abilitanti: si va in direzione di un adeguamento delle infrastrutture di rete, che garantiscono sicurezza e protezione dei dati. In più si garantisce la relazione e collaborazione con contesti internazionali.
  • Competenze e ricerca: aumentare le competenze e formare le persone andando in contro alle nuove prospettive
  • Awareness e Governance: far circolare le conoscenze, il potenziale e le applicazioni delle tecnologie e garantire una governance pubblico-privata per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

 

Gli ammortamenti

Andando nello specifico, il Piano prevede un iperammortamento con aliquota al 250% per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, funzionali alla trasformazione in chiave innovativa.
Inoltre è prevista la proroga dell’attuale superammortamento con aliquota al 140% per i beni strumentali nuovi che sarà potenziato inserendo beni immateriali strumentali (software) funzionali alla trasformazione in chiave Industria 4.0.
Entrambi questi provvedimenti riguardano interventi iniziati nel 2017 e completati entro giugno 2018 (con consegna del bene al 30 giugno 2018, previo ordine e acconto maggiore del 20% entro il 31 dicembre 2017).

Start-up e ricerca

Un rialzo significativo anche per il credito d’imposta relativo alla ricerca che passerà dal 25% al 50%; in questo caso ogni azienda contribuente avrà diritto ad un credito massimo di 20 milioni di euro: fino a qualche mese fa il limite era stato di 5 milioni. Se ad esempio si decide di investire 1 milione di euro, si ottiene un credito di imposta di 500mila euro.
Inoltre la ricerca portata avanti dai privati non sarà più interna alle singole aziende. Le imprese finanzieranno piuttosto delle start-up e questa scelta sarà incentivata con detrazioni fiscali fino al 30% (oggi 19%). Ipotizzando un investimento pari a 1 milione, la detrazione sarà pari a 300mila euro a fronte dei 95mila che si possono ottenere oggi considerando l’aliquota al 19% e il limite di 500 milioni agli investimenti.

 

E per le imprese che non hanno sufficienti garanzie?

Verrà istituito anche un fondo di garanzia che mira a sostenere le imprese e i professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario, perché non dispongono di sufficienti garanzie. Nel caso della garanzia diretta i soggetti interessati devono presentare a una banca o a un intermediario finanziario una richiesta di finanziamento e, contestualmente, richiedere che sia assistito dalla garanzia pubblica. In caso di inadempimento del soggetto che ha ottenuto il finanziamento, la banca o l’intermediario finanziario concedente potrà rivalersi sul Fondo di Garanzia.

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha commentato in questo modo la misura messa in campo dal Governo: “Il Piano Industria 4.0 è una grande occasione per tutte le aziende che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale: il Piano prevede un insieme di misure organiche e complementari in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione e per la competitività. Sono state potenziate e indirizzate in una logica 4.0 tutte le misure che si sono rilevate efficaci e, per rispondere pienamente alle esigenze emergenti, ne sono state previste di nuove”.

“Abbiamo disegnato delle misure che ogni azienda può attivare in modo automatico senza ricorrere a bandi o sportelli e, soprattutto, senza vincoli dimensionali, settoriali o territoriali. Quello che il Governo propone, impegnando risorse importanti nei prossimi anni, è un vero patto di fiducia con il mondo delle imprese che vogliono crescere e innovare. Industria 4.0 investe tutti gli aspetti del ciclo di vita delle imprese che vogliono acquisire competitività, offrendo un supporto negli investimenti, nella digitalizzazione dei processi produttivi, nella valorizzazione della produttività dei lavoratori, nella formazione di competenze adeguate e nello sviluppo di nuovi prodotti e processi”, ha detto infine il Ministro.

 

Nuovi fondi

Non è tutto, infatti pochi giorni fa i provvedimenti a favore della tecnologia 4.0 si sono ampliati; sono in arrivo 580 milioni per linnovazione di cui 330 milioni per nuovi macchinari, 250 milioni per corsi in realtà aumentata, internet delle cose e tecnologie avanzate. Ecco alcune delle novità contenute nel disegno di legge di Bilancio 2018, che al suo interno contiene anche un pacchetto di misure dedicato alle imprese del Sud.
Andando nel particolare, il ddl incrementa di 330 milioni di euro, dal 2018 al 2023, i finanziamenti agevolati concessi alle piccole e medie imprese da banche e intermediari finanziari, per l’acquisto di macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché per gli investimenti in hardware, in software ed in tecnologie digitali. Il 30% di queste risorse (al momento è il 20%) sarà riservato agli investimenti di “Industria 4.0” assicurando la finanziabilità delle tecnologie più avanzate. La misura non avrà più una scadenza (al momento fissata al 31 dicembre 2018), ma si esaurirà automaticamente quando saranno spese tutte le risorse disponibili.

 

Formazione nell’era del 4.0

Per quanto riguarda la formazione, tutte le realtà imprenditoriali che decideranno di far crescere le competenze dei propri dipendenti riguardo le tecnologie “Industria 4.0” potranno usufruire di un credito di imposta del 40%, fino ad un massimo di 300mila euro sul costo del lavoro per le ore impegnate dal personale nei corsi.
Nelle agevolazioni rientrano le spese per acquisire o consolidare le conoscenze in big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali.

Sono esclusi dalle agevolazioni i corsi di formazione ordinaria e periodica per conformarsi alle norme in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente e ad ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione. Alla misura sono stati destinati 250 milioni di euro per l’anno 2019. Gli investimenti dovranno essere sostenuti nel 2018 e il credito di imposta sarà indicato nella relativa dichiarazione dei redditi.

 

Uno sguardo a sud

Per sostenere il tessuto economico-produttivo delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, il disegno di legge prevede l’istituzione del Fondo imprese Sud destinato alla crescita dimensionale delle piccole e medie imprese. Il Fondo avrà una durata di dodici anni e una dotazione iniziale pari a 150 milioni di euro a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (programmazione 2014-2020). Il Fondo opererà investendo nel capitale delle imprese contestualmente a investitori privati indipendenti.

In arrivo nuove risorse per le imprese del Sud che, a fronte di investimenti in beni strumentali nuovi, otterranno un credito di imposta. La misura sarà rifinanziata con 200 milioni di euro per il 2018 e 100 milioni di euro per il 2019. Le risorse saranno prelevate dalla programmazione 2014-2020 del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione.

 

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