POS, piano operativo di sicurezza nei cantieri edili: quando serve, come si redige e chi deve farlo

POS, piano operativo di sicurezza nei cantieri edili: quando serve, come si redige e chi deve farlo

Il Piano Operativo di Sicurezza (P.O.S.) è il documento che un datore di lavoro deve redigere prima di iniziare le attività operative in un cantiere esterno.

La sicurezza è uno dei pilastri portanti del lavoro. Con il passare degli anni, le normative sono cambiate, cercando di fare il meglio per tutelare datori di lavoro e dipendenti.

Il Piano di Sicurezza nei Cantieri Edili

Nei cantieri edili, attualmente, sono due i Piani di sicurezza: Piano di Sicurezza e Coordinamento, detto anche PSC ed il POS, acronimo di Piano Operativo di Sicurezza.

Questi due piani sono nati con l’entrata in vigore del Testo Unico Sicurezza Lavoro (Decreto Legislativo 81/2008), conseguente all’abrogazione della Direttiva Cantieri (Decreto 494/96).

Successivamente, il 21 Settembre 2001, è stata approvata la proposta relativa al redigere uno “Schema di Regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri”, fondamentale per poter controllare e gestire la sicurezza di cantieri mobili e temporanei.

Il POS,  Piano Operativo di Sicurezza

Questo documento, previsto, come già detto, dal TUSL (Testo unico per la sicurezza sul lavoro), è un documento obbligatorio.
La sua mancanza, infatti, determina la nullità dei contratti d’appalto, precedente stipulati.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di redigere il POS, rispettando i tempi descritti dall’ articolo 31 della legge n. 109/1994.
Essa definisce infatti che: “il vincitore o il concessore dell’appalto deve redigere il Piano Operativo di Sicurezza entro trenta giorni dall’aggiudicazione”.

Il documento redatto deve assolutamente contenere le informazioni principali relative al cantiere dove opera l’impresa e delle precise valutazioni dei rischi alla quale possono incombere i lavoratori.

Andando più nel dettaglio, il POS deve contenere:

– i dati generali del cantiere
– i dati identificativi dell’impresa che esegue i lavori all’interno del cantiere (nominativo del datore di lavoro, indirizzi, sede legale, numeri telefonici)
– tutte le specifiche mansioni riguardanti la sicurezza sul posto di lavoro (nominativi degli addetti al pronto soccorso, antincendio, evacuazione, medico competente, se previsto)
– descrizione precisa e dettagliata dell’attivita svolta all’interno del cantiere
– una descrizione delle modalità organizzative
– un elenco di tutte le attrezzature, macchine, ponteggi ed impianti utilizzati nel corso dei lavori
– una lista di tutti i preparati e le sostanze ritenute rischiose e/o pericolose (tossiche, infiammabili, acide, gas etc.), con le relative schede tecniche, utilizzate nel corso del lavoro
– una lista di tutti i dispositivi di protezione individuale forniti agli operai, nel corso dei lavori in cantiere
– gli esiti delle valutazioni riguardanti il rumore e le vibrazioni prodotte
– tutte le procedure complementari e di dettaglio che vengono richieste dal Piano di Sicurezza e Coordinamento, quando esse sono previste
– una documentazione riguardante la formazione e l’informazione fornite agli operai occupati nel cantiere
– una valutazione di tutti i rischi possibili durante i lavori

Questo documento, tanto complicato da compilare, non è solo una pratica burocratica, bensì serve in primis al datore di lavoro per poter prevenire o limitare, nel limite del possibile, i rischi per la sicurezza e la salute dei suoi lavoratori.

Condividi questo post


Rimani aggiornato sul Mondo dell'Edilizia!

Iscriviti alla newsletter di CantieriEdili.net e ricevi ogni settimana News e Approfondimenti sul Settore Edile.

X

Acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità di erogazione del servizio e per l'adempimento degli obblighi contrattuali e di legge. Informativa sulla privacy