Linee vita lavori in quota e sui tetti: l'obbligo per la sicurezza nei cantieri edili

Linee vita lavori in quota e sui tetti: l’obbligo per la sicurezza nei cantieri edili

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La linea vita o linee vita (secondo la norma UNI EN 795) è un insieme di ancoraggi posti in quota sulle coperture alla quale si agganciano gli operatori tramite imbracature e relativi cordini.

La sicurezza sui luoghi di lavoro nel campo edile è stato un argomento su cui il governo ha spesso riposto la sua attenzione attraverso numerose leggi e iniziative volte a salvaguardare la vita e l’incolumità delle persone addette a questa tipologia di impiego.

Nello specifico, il pericolo di lavorare nel campo edilizio è insito principalmente nello svolgere le mansioni in luoghi che alle volte possono trovarsi a svariati metri di altezza o in luoghi dove la sicurezza è decisamente precaria. Affinché le condizioni di lavoro siano le più sicure possibili il datore di lavoro e vari responsabili hanno l’obbligo di vigilare nel miglior modo possibile, perché in caso un operaio si infortuni gravemente o muoia, tali persone possono passare guai anche a livello penale.

Per questo il governo, con il decreto legge 115 del 2008, si propone di gestire tutti gli aspetti e le normative riguardo la sicurezza nei cantieri edili sopraelevati utilizzando le linee vita in quota, in modo che l’edilizia sia sicura.

Le linee vita per i tetti, oggetto di questo decreto legge da parte del governo, che ne rende obbligatorio l’utilizzo in modo da aumentare e garantire la sicurezza nei cantieri edili e in particolare in luoghi sopraelevati, non sono altro che dei sistemi formati da corde, imbracature e ancoraggi che servono a dare maggior stabilità alla persona che esegue lavori in bilico. Durante la costruzione di un qualsiasi edificio vengono utilizzate delle linee vita removibili, in modo che quando è finito il lavoro in un determinato settore possano essere rimosse con facilità.

Invece negli edifici di nuova concezione le linee vita sono poste in maniera permanente, così che la sicurezza nei cantieri edili creati per operazioni come il rifacimento del tetto venga sempre garantita. Naturalmente, per fare in modo che gli ancoraggi o le linee vita per i tetti vengano fissati in maniera idonea e nel rispetto di tutte le normative, sarebbe buona cosa rivolgersi ad un professionista. Questa figura professionale sarà in grado di indicarvi con precisione come progettare l’inserimento delle linee vita nei cantieri e preventivare la spesa.

Esistono diverse tipologie di linee vita utilizzabili in quota per garantire la sicurezza nei cantieri.

Tutte le peculiarità sono elencate in un documento denominato UNI EN 795 del 2002, e in esso vengono elencate anche le categorie esistenti di linee vita, che sono A, A1, A2, B e C.

La categoria A si propone di descrivere con dovizia di dettagli il corretto fissaggio dei sistemi di ancoraggio, invece per quanto riguarda la categoria A1 e A2 viene indicato il tipo di superficie o luogo in cui può essere utilizzata. Nello specifico, le linee vita di categoria A1 vengono utilizzate per superfici di ogni tipo come pareti e architravi, mentre la categoria A2 viene utilizzata anche sui tetti.

La categoria B descrive un tipo di ancoraggio removibile dopo la fine dei lavori e la categoria C offre informazioni riguardo tutti i tipi di linee vita che utilizzano ancoraggi flessibili.

C’è da sottolineare l’importanza di questi sistemi che impediscono alle persone di farsi male durante questa tipologia di lavoro, e solamente grazie ad essi che si ha una edilizia sicura e cantieri edili dove il lavoro non comporta rischi.


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