Gare Elettroniche: nessun obbligo di comunicazione per micro-appalti sotto i 1.000 euro

Gare Elettroniche: nessun obbligo di comunicazione per micro-appalti sotto i 1.000 euro

A partire dal 18 Ottobre 2018 è entrata in vigore la parte del Codice degli Appalti (DLGS. 50/2016) che si occupa di adottare il DGUE, Documento di Gara Unico Europeo, il quale rende obbligatorio l’utilizzo dei mezzi digitali per lo svolgimento delle procedure di gare elettroniche.

Attraverso un comunicato del 30/10/2018, l’Anac precisa inoltre che quest’obbligo non è da ritenersi valido per i micro-appalti, ossia per tutte le procedure di appalto sotto i 1.000 euro.

Vediamo nel dettaglio come ciò è avvenuto e cosa implica concretamente.

Cosa si intende per comunicazioni digitali

Per comunicazioni elettroniche o digitali si intendono tutte quelle comunicazioni effettuate a mezzo di Posta Elettronica Certificata; per partecipare alle gare di appalto elettroniche sopra i 1.000 euro è obbligatorio fare uso di questa tipologia di comunicazione.

Il dubbio maggiormente diffuso è quello relativo all’idoneità di questo strumento elettronico per ottemperare agli obblighi legislativi imposti anche dall’Unione Europea.

La controversia nasce dall’obbligo per chi gestisce l’appalto (Stazione Appaltante) di dover garantire in qualunque fase della gara l’integrità dei dati e la riservatezza delle offerte e delle domande di adesione. Deve inoltre garantire che la consultazione delle domande di partecipazione sia svolta esclusivamente al momento del termine di presentazione delle stesse.

Alcuni ritengono infatti, che il mezzo scelto non sia adeguato alla gestione dell’intero sistema e che sia più opportuno predisporre delle piattaforme specifiche per la gestione di queste attività.

Come siamo arrivati al Documento di Gara Unico Europeo?

Quello che è stato ultimato con l’adozione del DGUE, prende avvio con la Direttiva Europea 2014/24/UE che, per la prima volta, parla del Documento di Gara Unico Europeo.

La Direttiva anticipa che il DGUE sarà un modello auto-dichiarativo con cui un operatore economico autocertifica il possesso di determinati requisiti per la partecipazione ad una gara d’appalto e dvrà rispettare gli standard europei.

In seguito, con il Regolamento n°7/2016 l’Unione Europea impone l’effettiva attuazione, per tutti i paesi dell’Unione Europea, del documento per l’obbligo di utilizzo dei mezzi elettronici nelle procedure delle gare di appalto.

In Italia l’obbligo dell’adozione di questo particolare documento è reso dal Codice degli Appalti (Dlgs. N° 50/2016), nello specifico dall’Art. 40 che rende concretamente obbligatoria l’adozione del DGUE.

Infine, il 18/10/2018 entra in vigore il Documento di Gara Unico Europeo.

Gare elettroniche: cosa sono e cosa cambia con il DGUE?

Il Documento di Gara Unico Europeo, attraverso l’utilizzo di un’autocertificazione, ha lo scopo di semplificare e diminuire gli obblighi che gravano sulle amministrazioni aggiudicatrici, sugli enti aggiudicatori e, in generale, su tutti gli operatori economici coinvolti nel processo.

L’autocertificazione dovrà rispettare i livelli imposti dall’Unione Europea e sarà strutturata in modo standard. Consentirà alle imprese che partecipano ad una gara di appalto o ad altri operatori economici di attestare la propria idoneità, situazione finanziaria e competenze.

In questo modo, grazie a questa introduzione, sarà possibile sostituire ed eliminare i singoli moduli predisposti dai soggetti coinvolti nella procedura pubblica.

Lo scopo di questa manovra è quello di allentare la burocrazia relativa alla presentazione delle offerte, agevolando la partecipazione ad appalti pubblici e riducendo sensibilmente gli oneri amministrativi connessi alla dimostrazione dell’ammissibilità dei partecipanti.

Infatti, solo il partecipante al quale verrà aggiudicato l’appalto sarà poi tenuto a presentare i certificati normalmente richiesti agli acquirenti pubblici a titolo di prova.

Nessun obbligo per i micro-appalti fino a 1.000 euro

In seguito all’entrata in vigore del Documento di Gara Unico Europeo, alcuni funzionari coinvolti nei processi di gara elettroniche, hanno espresso alcuni dubbi circa l’obbligo di effettuare la comunicazione digitale per appalti inferiori a 1.000 euro.

La richiesta prendeva forma a partire dalla legge 296/2006 (Finanziaria 2007) la quale prevedeva, per micro-appalti fino a 1.000 euro, la possibilità di poter procedere senza dover utilizzare i mezzi telematici.

L’Anac si è espresso con parere favorevole, confermando la possibilità a poter procedere senza comunicazioni digitali per gare d’appalto fino a 1.000 euro, poiché il Dlgs. 50/20016 non ha abrogato quanto stabilito dalla legge Finanziaria del 2007.

Ulteriori eccezioni

Esistono alcuni casi, motivati, per i quali è possibile non far valere l’obbligo dei mezzi elettronici e utilizzare le procedure più tradizionali (Art. 52 Dlgs. 50/2016).

  • La natura specialistica dell’appalto richiede l’uso di mezzi di comunicazione elettronici e programmi non comunemente utilizzati e quindi disponibili;
  • Il materiale messo a disposizione del partecipante, nel quale si descrive l’offerta, ad esempio, è protetto da una licenza esclusiva e non possono essere usati neanche da remoto;
  • I mezzi elettronici richiesti possono essere utilizzati solo tramite attrezzature non disponibili negli uffici della stazione appaltante;
  • L’offerta, per essere integralmente presentata, necessita anche di un modello fisico che non può essere trasmesso attraverso i mezzi elettronici richiesti;
  • Nei casi in cui i mezzi elettronici scelti non siano sufficienti a fornire un’adeguata protezione ai dati forniti o essi siano di natura sensibile richiedano un livello di protezione maggiore;

La possibilità di poter partecipare alle gare di appalto senza l’obbligo della comunicazione elettronica per i bandi fino a 1.000 euro aumenta notevolmente le opportunità per tutte le ditte che hanno costanti rapporti con la Pubblica Amministrazione.

Per essere davvero competitivi però, non basta avere più opportunità, bisogna esserne a conoscenza.

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