Ecobonus 2017: come risparmiare fino al 65% con gli incentivi sulla riqualificazione energetica

Ecobonus 2017: come risparmiare fino al 65% con gli incentivi sulla riqualificazione energetica

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Si scrive “Ecobonus”, si legge risparmio immediato e futuro

Le detrazioni fiscali sugli interventi edilizi, introdotte per la prima volta con la legge 449 del 1997, nel tempo hanno acquisito un sempre maggiore appeal presso i contribuenti e una sempre più mirata specificità.

Per quanto l’attenzione del legislatore nei confronti dell’ecosostenibilità degli immobili sia sempre stata spiccata, è solo negli ultimi anni che sono comparsi degli interventi dedicati in modo preciso a un miglioramento dell’efficenza energetica degli edifici per diminuirne l’impatto sull’ambiente.

L’Ecobonus per la riqualificazione energetica fa parte degli incentivi per il 2017 che consentono di ottenere un notevole risparmio fiscale a fronte di migliorie apportate alla casa mediante interventi specificatamente previsti dalla normativa. La Legge di Bilancio per il 2017 ha esteso l’agevolazione a tutto il 2021, lasciando la percentuale di bonus al 65% per le opere eseguite sulle singole abitazioni, e portandola al 70% o 75% per gli interventi eseguiti su interi condomini. Come in precedenza, anche per il 2017 la detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

Agevolazioni 2017 per la riqualificazione energetica degli edifici: soggetti e immobili ammessi.

Possono usufruire dell’Ecobonus tutti i contribuenti, residenti e non, anche se titolari di reddito d’impresa a patto che posseggano, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento.

Sono ammessi all’agevolazione:
– le persone fisiche (compresi coloro che percepiscono redditi dall’esercizio di arti o professioni);
– i contribuenti titolari reddito d’impresa;
– le associazioni tra professionisti;
– gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Gli immobili interessati dall’Ecobonus sono sia quelli abitativi (compresi i condomini e le case popolari) che quelli strumentali, per natura o per destinazione: a tal fine, la destinazione urbanistica dell’edificio viene desunta dalla situazione di fatto, al di là di quanto riportato sul certificato catastale. Deve comunque trattarsi di edifici già esistenti (con esclusione, quindi, delle nuove costruzioni e degli ampliamenti), e il contribuente che si fa carico delle spese per gli interventi di riqualificazione energetica deve essere soggetto passivo IRPEF o IRES.

Opere che danno diritto alla detrazione

Gli interventi finalizzati a migliorare la classe energetica degli edifici che danno diritto all’Ecobonus sono:
– riqualificazione energetica globale dell’edificio, con detrazione massima di 100mila euro;
– rifacimento dell’involucro esterno di interi condomini e miglioramento dell’efficienza energetica, invernale ed estiva, degli stessi: in tal caso la detrazione è del 70% o del 75% e si calcola su un importo massimo pari a 40mila euro per ogni unità abitativa di cui è composto il condominio;
– coibentazione di tetti, pareti e pavimenti nonché sostituzione di finestre e porte, con bonus massimo di 60mila euro;
– installazione di panelli solari termici, con detrazione massima di 60mila euro;
– sostituzione di impianti di riscaldamento con caldaia a condensazione, pompe di calore o impianti geotermici, con Ecobonus massimo è di 30mila euro;
– sostituzione dell’impianto di riscaldamento dell’acqua sanitaria con uno a pompa di calore, che dà diritto a uno sconto fiscale massimo di 30mila euro.
I suddetti limiti massimi degli incentivi 2017 si riferiscono al singolo anno e al singolo immobile. La detrazione in esame non è cumulabile con altri sconti fiscali di egual natura, nemmeno se si tratta di agevolazioni concesse da regioni, comuni o dalla UE. Per contro, su un singolo immobile possono essere eseguiti contemporaneamente più interventi agevolabili con ecobonus 2017.

Come ottenere l’ecobonus

Per beneficiare delle agevolazioni 2017 in esame è necessario ottenere il rilascio di una serie di documenti tecnici che poi vanno trasmessi (a cura di un professionista abilitato) all’ENEA entro 90 giorni dall’ultimazione dei lavori o, se necessario, dal collaudo dei nuovi impianti. In generale, il ”documento-chiave” per tutti gli interventi che danno diritto alla detrazione è la scheda informativa dei lavori, compilata e asseverata da un tecnico abilitato; per il rifacimento dell’intero edificio, è obbligatorio presentare anche l’attestato di qualificazione energetica e, in alcuni casi, anche la certificazione energetica.

Sul sito dell’ENEA si possono scaricare gratuitamente delle schede riepilogative che contengono i requisiti formali e tecnici richiesti dalla legge, l’elenco della documentazione da conservare a cura del contribuente, di quella necessaria per la compilazione della dichiarazione dei redditi ai fini della detrazione, nonché dei vari attestati che vanno rilasciati al committente dei lavori.


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