Classificazione sismica: le nuovi classi di rischio e le novità introdotte dal Sismabonus

Classificazione sismica: le nuovi classi di rischio e le novità introdotte dal Sismabonus

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Negli ultimi tempi i terremoti sono diventati abbastanza frequenti e a causa della costanza con cui si stanno presentando in Italia, sta diventando sempre più necessario adeguarsi alle norme di protezione generale, in modo da poter affrontare queste calamità naturali con un aiuto tecnico ed organizzativo migliore. Il primo cambiamento che si è operato in merito, riguarda la classificazione sismica e altre novità introdotte dal Sismabonus.

Classificazione sismica e classi di rischio

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP) ha stilato una nuova guida di classificazione sismica degli edifici, un documento che potrebbe diventare a tutti gli effetti definitivo con l’approvazione del Mit (Ministrero delle Infrastrutture).

Ciò comporterebbe una definizione delle nuove classi di rischio sismico con conseguente adeguamento e miglioramento delle misure di sicurezza in caso di terremoto. Si partirà dalla situazione iniziale degli edifici potenzialmente vittima del sisma, per poi attuare su di essi un adeguato intervento di messa in sicurezza al fine di migliorare l’azione antisismica.
Le linee guida permetteranno, inoltre, di dare delle direttive precise ai liberi professionisti i quali dovranno catalogare gli edifici anche secondo la classe di rischio e identificare, tramite apposita certificazione, l’effettivo miglioramento antisismico apportato. Il documento così redatto ha trovato un altro giovamento, ovvero quello di essere stato snellito enormemente, passando da ben 74 pagine a sole 12 in cui viene chiarito l’indispensabile per la sicurezza pubblica. Anche gli interventi della Protezione Civile sono stati resi più immediati, semplici e veloci grazie ad una semplificazione delle procedure di verifica.

Ma la novità di importanza fondamentale è che le classi sismiche non saranno più 6 ma 8, ovvero saranno prese in considerazione le classi A+, A, B, C, D, E, F e G, con due metodologie, una standard e una speditiva, utili a fare diagnosi. In particolare, la diagnosi con metodo speditivo sarà utilizzata solo per le costruzioni in muratura con un unico scatto di classe sismica, mentre quello standard potrà consentire anche due scatti sulla classificazione sismica. L’utilità dei due metodi di diagnosi consentirà un adeguamento delle costruzioni al sisma ancora più accurato, specifico e mirato, determinando quindi indirettamente un minor dispendio economico, un minor spreco di energia edilizia e anche un catalogamento efficace ai fini di una protezione globale del territorio e della popolazione.

Misure di sicurezza antisisma e Sismabonus

Il Sismabonus, ovvero il sistema di incentivi previsto per chi avvia delle attività di miglioramento antisismico (Legge di Bilancio del 2017), risulta notevolmente condizionato e dipendente dalle linee guida antisismiche, ecco perché i due fattori risultano completamente collegati tra loro.
E’ importante capire che gli incentivi a cui si ha diritto sono direttamente proporzionali al grado di miglioramento antisismico ottenuto dopo gli interventi di ripristino, rispetto alla situazione e alla precarietà in tal senso dell’edificio allo stato iniziale.
I miglioramenti potrebbero far ottenere incentivi anche dell’85%, purché essi siano in grado di determinare due scatti nelle classi relative alla classificazione antisismica.
Le misure di sicurezza contro il terremoto devono prevedere l’adeguamento delle costruzioni più antiche, soprattutto esposte ai danni da oscillazioni orizzontali che possono determinarne il crollo totale.
La ricostruzione degli edifici vecchi, così come la costruzione di quelli nuovi, deve essere completamente conforme ed adeguata alle normative antisismiche attuali, che prevedono l’uso di sistemi brevettati per rendere le costruzioni resistenti alle oscillazioni del sisma.

Anche lo studio delle microzone sismiche di un territorio particolarmente soggetto a terremoti risulta fondamentale al fine di identificare le parti dell’Italia maggiormente soggette ad amplificazione delle scosse.
Grazie alle novità introdotte dal Sismabonus, tutte le opere di ripristino ed adeguamento antisismico degli edifici privati è reso più fattivo ed agevole, soprattutto se si considera che gli incentivi a cui si può puntare rendono il tutto meno oneroso, con la possibilità di rendere più accoglienti e sicure le proprie case.

Per ottenere un miglioramento antisismico adeguato alla propria zona di rischio e allo stato del proprio palazzo, è importante rivolgersi ad un professionista del settore, oltre che agli uffici competenti della propria Regione e del proprio Comune.


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