Bonus Ristrutturazioni 2017: requisiti, leggi, regole e modulistica

Bonus Ristrutturazioni 2017: requisiti, leggi, regole e modulistica

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Bonus ristrutturazioni 2017: excursus normativo

Il bonus fiscale sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio nasce nel 1997, con la Legge 449 (Finanziaria per il 1998). In un decennio, tale detrazione ha acquisito sempre maggiore appeal presso i contribuenti, è entrata a regime (nell’art. 16-bis del TUIR) ed è stata rinnovata annualmente, subendo qualche modifica ma solo di carattere operativo e non sostanziale.

Con la Legge di Stabilità 2017 (legge n. 232/2016), l’agevolazione in esame è stata nuovamente prorogata a tutto l’anno in corso. La citata manovra per il 2017 ha rinnovato il bonus ristrutturazioni senza apportare alcuna modifica rispetto al 2016. Oltre alla citata normativa, esiste una cospicua prassi che riguarda la detrazione in esame: tutte tali fonti sono consultabili dal sito web dell’Agenzia delle Entrate.

Regole di funzionamento del Bonus Ristrutturazioni 2017

Possono usufruire delle agevolazioni per le ristrutturazioni tutti i contribuenti (residenti e non) che sono assoggettati all’Irpef e che possiedono (o detengono) un immobile in Italia. Rientrano nella platea dei beneficiari di tali incentivi alle ristrutturazioni edilizie, quindi, sia i proprietari del bene sia coloro che utilizzano lo stesso in virtù: di un diritto reale di godimento; di un contratto d’affitto; di un accordo di comodato.

Solo chi sostiene effettivamente le spese di recupero edilizio dell’immobile ha diritto alla detrazione: quest’ultima viene operata in dichiarazione dei redditi e si decurta, in rate costanti, dall’Irpef lorda dovuta per il periodo d’imposta in cui si sono sostenute le spese e per i nove successivi. Il risparmio sulla ristrutturazione della casa riguarda gli interventi di manutenzione straordinaria e di recupero edilizio: per le parti comuni dei condomini sono ammesse in detrazione anche le spese sostenute per la manutenzione ordinaria. Non rientrano nelle agevolazioni per le ristrutturazioni quelle opere che prevedono un ampliamento dell’edificio (con modifica della volumetria e della sagoma dello stesso), mentre sono ricomprese, ad esempio, le spese per il ripristino dell’immobile a seguito di eventi calamitosi, quelle mirate all’abbattimento delle barriere architettoniche o volte ad aumentare la sicurezza della casa contro atti illeciti di terzi. Danno diritto a un risparmio sulla ristrutturazione della casa anche gli interventi di cablatura degli immobili e di riduzione dell’inquinamento acustico, nonché tutte le opere che rendano più sicuro il fabbricato (comprese quelle per la bonifica dell’amianto). La Legge di Stabilità 2017 non ha modificato nemmeno la misura della detrazione che resta pari al 50% delle spese sostenute nell’anno, con un massimo di 96.000 euro per singolo immobile (pari, quindi, a un bonus annuo massimo di 48.000 euro), da suddividere in 10 rate costanti.

Incentivi alle ristrutturazioni edilizie: il risparmio c’è e si vede

L’originaria formulazione del bonus sulle ristrutturazioni residenziali prevedeva qualche passaggio burocratico di troppo per beneficiare della detrazione che, a ben vedere, aveva anche un importo massimo esiguo. Ora, con gli aggiustamenti intervenuti in un decennio di vita dell’agevolazione, il vantaggio nell’applicare la stessa è più evidente. Tale maggior risparmio in dichiarazione, unito alla stretta sull’evasione che impone a tutti l’emissione di regolare fattura, hanno contribuito a decretare il successo di quest’incentivo. Quest’ultimo spetta a patto che tutte le spese sostenute siano documentate da fatture o ricevute e che siano pagate tramite bonifico ”parlante”, ossia contenente il codice fiscale del beneficiario del bonus, nonché del destinatario del bonifico, e l’indicazione della norma di riferimento della detrazione (Legge 232/2016 e art. 16-bis TUIR).

Bonifici, fatture e ricevute inerenti gli interventi edilizi agevolabili vanno conservati, a cura del contribuente, per tutta la durata dell’incentivo (non meno di 10 anni), assieme alle ricevute di pagamento dei tributi (Ici, Tasi e Imu) assolti per gli anni di durata della detrazione sull’immobile oggetto delle opere di ristrutturazione.


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