Bonus idrogeologico, la proposta per il 2019

Bonus idrogeologico, la proposta per il 2019

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Cos’è l’Idrobonus?

Molto simile al bonus per gli adeguamenti sismici, l’idrobonus è stato richiesto al Governo dall’Associazione Idrotecnica Italiana. L’associazione richiede l’introduzione di un emendamento per l’inserimento di un bonus idrogeologico per le opere anti-dissesto che aiutino a prevenire disastri causati dall’acqua.

Potrebbero beneficiarne, ad esempio: la trasformazione delle superfici impermeabili in superfici permeabili, la realizzazione di opere per conseguire l’invarianza idraulica o idrologica rispetto alle condizioni che preesistevano all’edificazione, il recupero delle acque meteoriche, gli interventi di delocalizzazione dei fabbricati esistenti nelle fasce fluviali e gli interventi sulle sponde dei corsi d’acqua operati dai proprietari frontisti.

Perché è stato richiesto il bonus?

Nel corso degli ultimi anni il Governo si è mostrato sempre più attento alla riduzione del rischio sismico, come dimostrato dalle forti agevolazioni legate al relativo bonus.

In proposito, gli specialisti dell’associazione idrotecnica hanno sottolineato il fatto che in Italia il rischio idraulico non è inferiore a quello sismico dato che le alluvioni avvengono con frequenza maggiore dei terremoti.

Come per la maggiorparte dei bonus, le agevolazioni fiscali previste consentirebbero un aumento degli interventi di riqualificazione per la riduzione dei rischi e una conseguente diminuzione delle spese per la riparazione dei danni causati da situazioni di emergenza come frane e alluvioni.

Il vantaggio di questa agevolazione fiscale sarebbe duplice. Non solo si diminuirebbero le spese per le eventuali riparazioni, ma anche le spese a carico dello Stato e degli enti locali coinvolti. Inoltre, questo comporterebbe un generoso ritorno fiscale derivante dai nuovi investimenti.

In più, l’agevolazione sarebbe di pronta applicazione perché le zone a rischio sono già delimitate e classificate nei documenti di pianificazione PAI e PGRA, già redatti per tutta l’Italia.

 Idrobonus: cosa prevede la proposta dell’Associazione Idrotecnica Italiana

La proposta relativa all’introduzione di un regime fiscale agevolato per gli interventi relativi alla messa in sicurezza di zone ad alto rischio idrogeologico e alla riduzione del rischio prevede:

– la trasformazione delle superfici impermeabili in superfici permeabili;

– la realizzazione di opere per conseguire l’invarianza idraulica rispetto alle condizioni che preesistevano all’edificazione;

– il recupero delle acque meteoriche;

– gli interventi di delocalizzazione dei fabbricati esistenti nelle fasce fluviali e nelle aree classificate a rischio nei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) o nei Piani di Gestione del Rischio di Alluvione (PGRA);

– gli interventi sulle sponde dei corsi d’acqua operati dai proprietari frontisti”.

La super detrazione del 90%

Per alcuni casi particolari, l’associazione ha richiesto anche l’applicazione di una super detrazione del 90% per gli interventi di delocalizzazione degli edifici collocati nelle aree classificate come ad alto rischio prima della classificazione dell’area.

I professionisti abilitati alla progettazione delle opere anti dissesto idrogeologico avrebbero requisiti ben precisi e dovrebbero attestare l’efficacia degli interventi.

Ulteriori proposte dell’Associazione

Secondo gli esperti idrotecnici, per ottenere effetti efficaci e duraturi sarebbe necessaria una legge nazionale che imponga misure per un uso del territorio che:

  1. limitino l’impermeabilizzazione del suolo (consumo di suolo);
  2. impongano l’invarianza idraulica (che non comporti un incremento della portata defluente sulla superficie del suolo) delle nuove costruzioni, delle ricostruzioni e degli interventi sulle costruzioni esistenti che riguardano le coperture e le aree scoperte pavimentate;
  3. corredino gli strumenti urbanistici di uno “studio idrologico-idraulico” del territorio, in aggiunta allo “studio geologico”, già da tempo obbligatorio in tutto il territorio nazionale, ed allo “studio agronomico-forestale”, da qualche tempo introdotto in alcune regioni.

Il monitoraggio delle grandezze idrometeorologiche, infatti, oggi è affidato ad una moltitudine di enti locali, con sovrapposizioni in alcune aree e gravi lacune in altre.

Viene ritenuto, infine, necessario supportare con risorse adeguate l’attività di ricerca sul tema del dissesto idraulico del territorio. Questo genere di conoscenze renderebbe possibile, almeno nel medio termine, l’implementazione di efficaci strategie di mitigazione del rischio aventi un robusto fondamento.


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