Accertamento di conformità e condono edilizio: tutte le differenze e come distinguerli

Accertamento di conformità e condono edilizio: tutte le differenze e come distinguerli

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Accertamento di conformità e condono edilizio: cosa hanno a che fare con l’abusivismo edilizio

L’abusivismo edilizio e le possibilità di poter richiedere una sanatoria prevista dalla norma vigente sono diversi in base al periodo di realizzazione, al tipo di abuso, alle leggi vigenti in tema di strumenti urbanistici, ma soprattutto al percorso procedurale che si sceglie o che si è obbligati a scegliere per poter ottenere una sanatoria.

Esistono tuttavia molte differenze tra le sanatorie che si possono realizzare, sia per condono edilizio sia con l’accertamento di conformità.

Accertamento di conformità e condono edilizio: tutte le differenze

La prima differenza sostanziale tra le due possibilità di sanatoria è la natura dei due istituti.
Come stabilito dalla legge, l’accertamento di conformità ed il condono edilizio, non solo sono differenti, ma anche contrapposti, in quanto l’accertamento di conformità è una vera e propria sanatoria, poichè viene eseguita in seguito alla costruzione effettuata senza aver richiesto il documento di abilitazione agli strumenti urbanistici.
Il condono edilizio, invece, “sana” un’opera di edilizia che non si sarebbe potuta realizzare, in quanto seppure aveste richiesto il titolo abilitativo, questo non vi sarebbe stato concesso poichè non era possibile realizzare quell’opera.

Di preciso, però, cos’è l’accertamento di conformità e cos’è invece il condono edilizio?

L’accertamento di conformità è una sanatoria edilizia regolata dall’articolo 36 D.P.R del Presidente della Repubblica del 2001 che consente di sanare un lavoro edilizio realizzato senza chiedere l’abilitazione. Una volta richiesta questa sanatoria, vi verrà rilasciato anche il documento abilitativo per l’opera realizzata, ma dietro il pagamento di una multa commisurata all’abuso edilizio commesso. Il condono edilizio, invece, è regolato da diverse leggi entrate in vigore negli ultimi anni. Il condono edilizio, in realtà, non è una vera sanatoria, in quanto, a differenza dell’accertamento di conformità, questo viene applicato su quei lavori edilizi che non rispettano le norme vigenti in materia urbanistica. Ossia il condono permette di “sanare” quelle costruzioni che sono state eseguite senza la richiesta del titolo abilitativo, in quanto questo non sarebbe stato comunque rilasciato poichè l’opera da realizzare era impossibile da fare.

Per fare degli esempi esplicativi, se avete deciso di costruire una casa su un terreno edificabile, ma non avete richiesto il titolo abilitativo, anche se quest’opera rispettava tutte le norme urbanistiche, a lavoro finito potete richiedere la sanatoria denominata accertamento di conformità. In questo modo l’abitazione sarà salva e voi otterrete il titolo abilitativo pagando una sanzione. Se invece avete deciso di costruire un immobile su un terreno che non è edificabile, a fine costruzione dovete richiedere il condono edilizio, in quanto l’opera è assolutamente abusiva e dunque non si può ricorrere ad una semplice sanatoria.

Le opere abusive sono ancora moltissime, per questo motivo è importante adottare delle misure di contrasto all’abusivismo edilizio.
In quest’ottica sarebbe bene abolire il condono edilizio, in quanto questa norma non fa altro che favorire l’abuso edilizio. Infatti, chiunque voglia costruire un immobile ed è consapevole che sul terreno scelto non è possibile edificare, realizza comunque l’opera sapendo che in seguito potrà richiedere il condono per sanare la costruzione fatta senza alcun titolo abilitativo. Questa norma, in pratica, consente di costruire anche laddove non è possibile.


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